mercoledì 27 agosto 2014

"... E poi ci sono le donne donne..."

Ci sono le donne....
e poi ci sono le donne donne
E quelle non devi provare a capirle, sarebbe una battaglia persa in partenza.
Le devi prendere e basta.
Devi prenderle e baciarle, e non dare loro il tempo di pensare.
Devi spezzare via, con un abbraccio che toglie il fiato, quelle paure che ti sapranno confidare una volta soltanto, a bassa bassissima voce.
Perché si vergognano delle proprie debolezze e, dopo avertele raccontate, si tormenteranno 

- in un agonia lenta e silenziosa - 
al pensiero che, scoprendo il fianco e mostrandosi umane e facili e bisognose per un piccolo fottutissimo attimo, 
vedranno le tue spalle voltarsi ed i tuoi passi allontanarsi.
Perciò prendile e amale.
Amale vestite e senza trucco, che a spogliarsi sono brave tutte.
Amale indifese e senza trucco, perché non sai quanto gli occhi di una donna 

possano trovare scudo dietro un velo di mascara.
Amale addormentate, un po' ammaccate quando il sonno le stropiccia.
Amale sapendo che non ne hanno bisogno, sanno bastare a se stesse.
Ma appunto per questo, sapranno amare te come nessuna prima di loro.


(Alda Merini)

venerdì 15 agosto 2014

Il sapore delle bugie

C'è un sapore strano, nelle bugie.
Amarezza, il più delle volte, che deriva da "amaro".
Amaro da mandare giù, da accettare, da perdonare, da capire.
La stessa sensazione che da "il non sapere", che è poi una bugia non detta, ma non certo meno dolorosa.
C'è nella vita di ognuno di noi. Il momento in cui devi scegliere se mentire o dire la verità. Se fingere o essere te stesso, nel bene o nel male. Se scegliere di rinunciare a qualcosa per avere qualcos'altro. O di rimanere senza niente.
Perchè succede.
Quel sapore aspro delle bugie, che non se ne va. Che rimane dentro a corrodere la vita e anche le sue cose belle. Che rimane dentro "nonostante", che rimane dentro "comunque".
Perchè la vita è una scelta continua e "non scegliere" non è vita. Si rimane sospesi; fermi in mezzo ai bivi; immobili senza riuscire a muovere veramente le gambe. E' una vita paralizzata in bilico. Che gode di attimi fuggenti e senza fondamenta. Perchè le bugie sono catene che bloccano prima di tutto chi le dice e poi chi le riceve.
Non si sceglie di rinunciare. Si sceglie per andare avanti, per costruire, per fare bene.
Non si sceglie per paura. E la paura paralizza sempre: i sensi, gli arti, il cuore, il cervello.

Sarebbe tutto così più facile... se si riuscisse a scegliere se stessi, scegliere la verità. Scegliere la vita.