C'è la volontà di far bene le cose, alle volte.
Si ha la sensazione di non andare ancora bene, che non sia ancora il momento.
Si corre, si fatica, si soffre... per migliorarsi... tesi al perfezionismo, tesi alla preparazione;
con in testa la volontà di tendere a qualcosa di speciale
come prepararsi a qualcosa di unico, di più grande.
E nel cuore l'aspettativa di quel momento, l'accoglienza del domani, di quel futuro tanto sognato.
Come sistemare casa prima dell'arrivo degli ospiti,
come cucinare qualcosa a lungo, affinchè sia più buono.
E quel tempo scivola via.
Cos'è una manciata di minuti, di fronte all'infinito?
Cos'è una piccola clessidra, di fronte a una spiaggia intera?
Cos'è una pozza, di fronte all'oceano?
Ed è così... che mentre ti prepari ad essere più bella
mentre prepari la tua casa ad essere più accogliente
mentre scaldi il cuore per il futuro
mentre cucini con pazienza perchè tutto sia più buono...
che quei sentimenti tanto forti rimangono impigliati
nel tuo senso del dovere, del meglio
in quell'insegnamento del di più... che però a volte è troppo.
E le tue braccia,
pronte finalmente ad accogliere,
rimangono vuote
senza una ragione.
Ti hanno insegnato che per gustare il meglio, ci vuole tempo
che per cucinare un piatto unico, ci vuole pazienza
ma che poi quella pazienza verrà premiata
e quel sapore riempirà la tua vita di amore, gioia, fragranza...
Invece...
sabato 23 gennaio 2016
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