16 aprile 2009... se non succede nient'altro, questa data segnerà la fine della mia odissea personale, quella che dura ormai da oltre due anni e mezzo... Si chiuderà una porta e con lei la parte (troppo lunga) peggiore dei miei attuali 31 anni.
So che la vita riserverà altre sfide, salite ripide e tranelli... oggi però la fatica che sento ora sulle mie spalle è pesante... e richiede un po' di riposo...
"Ciò che non ti uccide, ti rende più forte!"
Quant'è vera questa frase, quanto significato dietro poche parole...
Il dolore che non ti uccide, però, ti annulla i sogni, ti rende più cinico, toglie fiducia, non ti fa più credere nelle promesse... Oggi so che posso contare solo su me stessa, che la libertà non è sempre una scelta, che ogni tanto anche la fede più profonda traballa davanti a dei disegni divini tanto difficili da capire...
Ma oggi sono VIVA!
Sento il dolore, la sofferenza, la fatica, il lavoro, la tenacia, sento i denti stringersi e le mie gambe correre... sento le mani lavorare ed il mio cuore battere, una risata che esplode all'improvviso ed a volte una lacrima che brucia sul mio viso... Sento di dover vivere attimo per attimo, ogni secondo come per recuperare tutto il tempo perso... Penso agli anni chiusi dentro un torpore e ogni giorno vorrei che ora durasse il doppio... Sento la passione padrona della mia vita, sento la musica come compagna di strada, sento amici sinceri coi quali passare serate e notti magiche... Vedo tante cose da fare, tante persone da amare, tanti giorni da vivere, tanto lavoro da faticare, tante cose da tenere e moltissime altre da buttare.
Attendo il mio destino giorno per giorno, facendo del mio meglio per vivere una vita finalmente degna del grande dono che essa rappresenta... e delle altre occasioni che Lui mi sta donando...
A volte non capisco e molte altre neppure chiedo... io credo, ancora e sempre...
Inizia il countdown... contate insieme a me!
lunedì 16 marzo 2009
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2 commenti:
Null' altro mi viene in mente che dedicarti questi versi...ciao !
Nel tuo esserci l'incanto dell'essere,
La vita, tua storia,
segnata dal desiderio d'essere
semplicemente donna!
Nel tuo corpo ti porti,
come nessun altro,
il segreto della vita!
Nella tua storia
la macchia dell'indifferenza,
della discriminazione, dell'oppressione…
in te l'amore più bello,
la bellezza più trasparente,
l'affetto più puro
che mi fa uomo!
Ebbene sì, ho iniziato a contare anch'io.
Chi ha ali per volare in alto, non è fatto per rimanere chiuso in una gabbia, ancorché costruita e offerta con amore, rifugio solo provvisorio quando fuori infuria la tempesta e i tuoni spaventano anche i cuori più coraggiosi.
Chi ha ali per volare in alto, deve poter volare in alto, godere della propria libertà, tanto più se conquistata a fatica, sempre minacciata, custodita con forza e a volte con rabbia.
I giorni che ti aiuto a contare segnano il tempo che la porticina della gabbia ci metterà ad aprirsi, se Dio vuole per sempre. E ne uscirai con rinnovato vigore, con ali più forti perché temprate dal temporale che adesso svanisce piano piano; e ancora spiccherai il volo, in alto, verso le mete che quotidianamente ti prefiggi, e che meriti di raggiungere.
Io, lo sai, al volo preferisco il passo lento di chi va sui sentieri di montagna: e sto camminando anch'io, adagio ma costante, verso le mie mete.
E sarà bello per me, alzando gli occhi, vederti volare in alto, certo che, in modo diverso, stiamo però entrambi viaggiando verso le vette del nostro futuro.
Buon volo e buona vita, sorella!
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