lunedì 6 luglio 2009

La meta iniziale di un viaggio non rappresenta il traguardo, ma lo stimolo per partire

Questa mattinata, nonchè la giornata, nonchè la settimana... sono iniziate di corsa...
Puff, pant, che fatica... Cartongesso, piastrelle, infissi, cavi... la mia casa va avanti e con lei, di pari passo, la mia vita. Manca ancora un po' per finire, la luce che vedo al fondo è ancora lontana... ma ora c'è, quasi nitida... Quella luce che rappresenta per me in contemporanea sia una mèta che l'inizio di un nuovo, faticoso viaggio: la mia nuova vita. Da sola.
Oggi, a 31 anni, mi guardo allo specchio e mi ritrovo donna: un nuova classe, un nuovo stile, un sorriso pacato e occhi che, a saperli osservare, possono raccontare un misto di lotte, sofferenze, gioie, conquiste e dolore.
Non so dove sto andando e non ho compagni con me... ma in questi giorni vivo penso e respiro esattamente come prima di partire per un lungo viaggio. La tensione e la speranza nella valigia, la mente che già vaga per i nuovi orizzonti, i nuovi posti da conoscere, le persone da incontrare...
La meta iniziale di un viaggio non rappresenta il traguardo, ma lo stimolo per partire.
E il mio viaggio sta per iniziare: quante cose da buttare, quante da tenere. Quante persone che occupano il mio cuore e quante invece lasciate dietro a me o fuggite mio malgrado. Quanti occhi dentro cui ancora potrò specchiarmi, quante mani da stringere, quanti sorrisi da far esplodere, quante lacrime da versare, quanta musica da ascoltare...
Il mio disegno non lo conosco, ma Lui sì. Sono nelle mani del Signore... per provare finalmente a vivere una vita degna di Lui e del grande immenso dono che essa rappresenta.
Sto per partire ed il biglietto è di sola andata: scusate, ma non credo proprio di voler tornare più...

1 commento:

Emme ha detto...

Buon "viaggio" per la tua nuova avventura.
E se la valigia ti sembra troppo pesante.. non puoi che esserne fiera.