C'è un sapore strano, nelle bugie.
Amarezza, il più delle volte, che deriva da "amaro".
Amaro da mandare giù, da accettare, da perdonare, da capire.
La stessa sensazione che da "il non sapere", che è poi una bugia non detta, ma non certo meno dolorosa.
C'è nella vita di ognuno di noi. Il momento in cui devi scegliere se mentire o dire la verità. Se fingere o essere te stesso, nel bene o nel male. Se scegliere di rinunciare a qualcosa per avere qualcos'altro. O di rimanere senza niente.
Perchè succede.
Quel sapore aspro delle bugie, che non se ne va. Che rimane dentro a corrodere la vita e anche le sue cose belle. Che rimane dentro "nonostante", che rimane dentro "comunque".
Perchè la vita è una scelta continua e "non scegliere" non è vita. Si rimane sospesi; fermi in mezzo ai bivi; immobili senza riuscire a muovere veramente le gambe. E' una vita paralizzata in bilico. Che gode di attimi fuggenti e senza fondamenta. Perchè le bugie sono catene che bloccano prima di tutto chi le dice e poi chi le riceve.
Non si sceglie di rinunciare. Si sceglie per andare avanti, per costruire, per fare bene.
Non si sceglie per paura. E la paura paralizza sempre: i sensi, gli arti, il cuore, il cervello.
Sarebbe tutto così più facile... se si riuscisse a scegliere se stessi, scegliere la verità. Scegliere la vita.
venerdì 15 agosto 2014
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1 commento:
Guarda negli occhi le persone che ti amano e parla con loro, saresti già' a metà' dell'opera....
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